L’opera si configura come una superficie sottratta, in cui la pittura non costruisce un’immagine ma attiva una relazione tra materia, spazio e assenza. Il supporto, un pannello di MDF forato al centro, viene inciso prima dell’intervento pittorico: il vuoto non è rappresentato, ma prodotto fisicamente, come perdita irreversibile della superficie.
La forma circolare annulla ogni orientamento gerarchico e trasforma il quadro in un campo continuo di tensioni. Il foro centrale agisce come elemento strutturante: una soglia reale che interrompe la materia, organizza il gesto e mette in crisi l’idea tradizionale di pittura come piano chiuso. La superficie non contiene il vuoto, ma gli ruota attorno.
Attraverso processi di stratificazione, sedimentazione e controllo dell’accadimento, la materia registra il tempo come durata e trasformazione. Il lavoro si colloca in una ricerca astratta che indaga il rapporto tra presenza e sottrazione, tra densità e attraversamento, proponendo un’esperienza percettiva in cui la pittura si afferma come oggetto e come spazio di concentrazione.